Estate = + coliche renali!
C’è molto caldo, si suda e spesso non si reintegrano i liquidi perduti. E, dunque, in estate il rischio di coliche renali diventa elevato.
«Con l’impennata delle temperature estive le coliche renali sono in agguato. Sotto accusa la disidratazione, complice della formazione dei calcoli, conferma Alberto Saita, Urologo Ospedale Humanitas. Spesso le persone soggette a questo disturbo sono preoccupate del possibile riacutizzarsi del dolore. Nuovi farmaci sono pensati per poter essere utilizzati dal paziente in situazioni di emergenza anche sottocute, previo consiglio del proprio medico. Suggerisco ai pazienti soggetti a coliche renali di dotarsi di queste nuove formulazioni che consentono una rapida e semplice autosomministrazione, specialmente se si recano in Paesi dove può non essere facile trovare strutture sanitarie adeguate».
Le coliche renali rappresentano oltre il 5 per cento delle cause di accesso al pronto soccorso e il 30-35 percento delle urgenze urologiche.
Un recente studio pubblicato su Lancet e condotto su 1644 pazienti dimostra che il diclofenac intramuscolo costituisce l’opzione terapeutica di elezione per gestire l’emergenza nel paziente con coliche renali.
«I risultati dello studio (che ha escluso i pazienti con asma, insufficienza renale o epatica e gravidanza in atto) spiega Gian Alfonso Cibinel, Past President SIMEU-Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza, riportano nei primi 30 minuti una significativa riduzione del dolore (> 50%) nel 68% dei pazienti trattati con diclofenac intramuscolo (75mg/3ml), nel 66% dei pazienti trattati con paracetamolo endovena (1g/100ml) e nel 61% dei pazienti trattati con morfina endovena (0.1mg/kg). Inoltre con il diclofenac è stata riscontrata una minore persistenza del dolore a 60 minuti: nel 24% dei casi, contro il 30% con paracetamolo e il 38% con morfina. È risultata ridotta anche la necessità di ricevere un ulteriore trattamento analgesico dopo 60 minuti: nel 12% dei pazienti, contro il 20% con il paracetamolo e il 23% con la morfina. Infine è risultata inferiore l’incidenza di effetti avversi rispetto al trattamento con oppiacei: 1% con diclofenac e paracetamolo, contro 3% con morfina».
Ciò conferma quanto indicato dalle linee guida della Società Europea di Urologia che raccomandano l’uso dei FANS, Farmaci antinfiammatori non steroidei, in particolare diclofenac come terapia d’elezione in urologia. Le raccomandazioni emesse dall’EMA (European Medicines Agency) suggeriscono l’utilizzo dei Fans a dosaggi ridotti. Alla luce di queste raccomandazioni sono state introdotte nuove formulazioni di diclofenac che, grazie alle beta-ciclodestrine, garantiscono anche a dosaggi inferiori una maggiore biodisponibilità del farmaco e una maggiore efficacia analgesica a fronte di minori effetti collaterali. È il caso di un farmaco iniettabile, a base di diclofenac, che può essere somministrato per via intramuscolare o sottocutanea. Il vantaggio della formula sottocute è l’autosomministrazione che consente il più rapido intervento sul dolore.
CONSIGLI
Per scongiurare le temibili coliche renali è buona regola, dunque, ricordarsi – soprattutto d’estate – di bere tanta acqua e limitare l’uso del sale.